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Il corpo

Danza e spettacolo

Mi interessa il momento in cui il corpo smette di essere figura e diventa gesto, tensione, spazio.

Il corpo occupa lo spazio, lo attraversa, lo modifica.
È presenza, gesto, tensione, equilibrio. È ciò che accade prima ancora che una parola venga pronunciata.

Nella danza, nel teatro, nella musica, il corpo diventa linguaggio: si tende, si espone, si sottrae, entra in relazione con altri corpi e con lo spazio che lo contiene.

Mi interessa ciò che accade sulla scena, ma anche ciò che la precede e ciò che rimane subito dopo. L’attesa, la concentrazione, la preparazione, quei momenti in cui il gesto non è ancora spettacolo o ha appena smesso di esserlo.

Fotografare il corpo significa cercare questa presenza nel tempo: non fermare il movimento, ma riconoscere l’istante in cui qualcosa appare e subito cambia.

Danza

Il corpo come movimento, peso, equilibrio, relazione.
Mi interessa ciò che accade quando il gesto attraversa lo spazio, lo misura, lo tende. La caduta, l’appoggio, la distanza, il contatto: il corpo diventa forma solo per un istante, poi cambia ancora.

Teatro

Il corpo come presenza, personaggio, gesto, voce.
Sulla scena il corpo costruisce e rivela: entra in una figura, la abita, la trasforma. Mi interessa il momento in cui il personaggio affiora, ma anche quello in cui si incrina e lascia intravedere la persona.

Musica

Il corpo come ritmo, respiro, precisione, ascolto.
Le mani, la postura, il rapporto con lo strumento, la concentrazione prima del suono e dentro il suono. Mi interessa fotografare il gesto musicale come presenza fisica, prima ancora che come esecuzione.

La materia

Architettura e dettagli

Mi interessa il momento in cui il corpo smette di essere figura e diventa gesto, tensione, spazio.

Mi interessa il momento in cui il corpo smette di essere figura e diventa gesto, tensione, spazio.

Il corpo

Danza e spettacolo

Il corpo occupa lo spazio, lo attraversa, lo modifica.
È presenza, gesto, tensione, equilibrio. È ciò che accade prima ancora che una parola venga pronunciata.

Nella danza, nel teatro, nella musica, il corpo diventa linguaggio: si tende, si espone, si sottrae, entra in relazione con altri corpi e con lo spazio che lo contiene.

Mi interessa ciò che accade sulla scena, ma anche ciò che la precede e ciò che rimane subito dopo. L’attesa, la concentrazione, la preparazione, quei momenti in cui il gesto non è ancora spettacolo o ha appena smesso di esserlo.

Fotografare il corpo significa per me cercare questa presenza nel tempo: non fermare il movimento, ma riconoscere l’istante in cui qualcosa appare e subito cambia.

Il corpo

Danza e spettacolo

Il corpo occupa lo spazio, lo attraversa, lo modifica.
È presenza, gesto, tensione, equilibrio. È ciò che accade prima ancora che una parola venga pronunciata.

Nella danza, nel teatro, nella musica, il corpo diventa linguaggio: si tende, si espone, si sottrae, entra in relazione con altri corpi e con lo spazio che lo contiene.

Mi interessa ciò che accade sulla scena, ma anche ciò che la precede e ciò che rimane subito dopo. L’attesa, la concentrazione, la preparazione, quei momenti in cui il gesto non è ancora spettacolo o ha appena smesso di esserlo.

Fotografare il corpo significa per me cercare questa presenza nel tempo: non fermare il movimento, ma riconoscere l’istante in cui qualcosa appare e subito cambia.

Danza

Il corpo come movimento, peso, equilibrio, relazione.
Mi interessa ciò che accade quando il gesto attraversa lo spazio, lo misura, lo tende. La caduta, l’appoggio, la distanza, il contatto: il corpo diventa forma solo per un istante, poi cambia ancora.

Teatro

Il corpo come presenza, personaggio, gesto, voce.
Sulla scena il corpo costruisce e rivela: entra in una figura, la abita, la trasforma. Mi interessa il momento in cui il personaggio affiora, ma anche quello in cui si incrina e lascia intravedere la persona.

Musica

Il corpo come ritmo, respiro, precisione, ascolto.
Le mani, la postura, il rapporto con lo strumento, la concentrazione prima del suono e dentro il suono. Mi interessa fotografare il gesto musicale come presenza fisica, prima ancora che come esecuzione.